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La Via delle Abbazie in VESPA

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Un itinerario che conquista senza stancare, tra colline dolci e abbazie millenarie. Perfetto per bici da turismo, gravel o e-bike, con salite leggere e tratti pianeggianti che rendono il viaggio accessibile, ma mai banale.

CURVE DOLCI, PANORAMI CHE CAMBIANO IN FRETTA, STRADE CHE ATTRAVERSANO COLLINE MORBIDE COME ACQUERELLI.
LA VIA DELLE ABBAZIE È UNA DELLE ROTTE PIÙ AFFASCINANTI PER MOTOCICLISTI E APPASSIONATI DELLA VESPA.

UN ITINERARIO LIBERO, DINAMICO, SORPRENDENTE, DOVE PUOI FERMARTI QUANDO VUOI PER VISITARE UN’ABBAZIA, ASSAGGIARE UN PIATTO TIPICO, SCATTARE UNA FOTO, RESPIRARE IL SILENZIO.

VIAGGIARE IN MOTO QUI SIGNIFICA SENTIRSI PARTE DEL PAESAGGIO.

Percorrere la Via delle Abbazie in Vespa o in moto significa lasciarsi guidare dalla strada, più che dalla velocità.
Il motore accompagna senza invadere, il vento scorre addosso leggero, il paesaggio cambia con continuità, senza strappi. È un viaggio fatto di curve dolci, rettilinei che invitano a guardare lontano, soste che nascono spontanee.
Si parte dal Santuario di Santa Maria Apparente, appena fuori Civitanova Marche. Qui il viaggio prende forma con naturalezza: si accende il motore, si imbocca la strada e si scivola verso il mare. Il passaggio dal porto turistico di Civitanova Marche è una parentesi sorprendente: i murales del progetto Vedo a Colori scorrono accanto come un racconto dipinto, tra superfici industriali e riflessi d’acqua. In Vespa o in moto si attraversa lentamente, assaporando l’atmosfera urbana prima di tornare alla quiete della campagna.
Lasciata la costa, la strada punta verso l’interno. Il traffico si dirada, l’asfalto diventa compagno ideale di guida. I campi si allargano, i filari accompagnano le curve, il ritmo si stabilizza. È un tratto perfetto per chi ama guidare senza fretta, lasciando che il paesaggio detti il tempo.
L’arrivo all’Abbazia Imperiale di Santa Croce al Chienti è graduale. La si vede comparire tra i campi, solida, radicata nella terra. Fermarsi qui è naturale: si spegne il motore, si scende, si entra. La visita diventa parte del viaggio, non una deviazione.
Pochi chilometri più avanti, sempre su strade scorrevoli e tranquille, si raggiunge Santa Maria a Piè di Chienti. L’abbazia è facilmente accessibile e invita a una sosta più lunga. Qui il viaggio rallenta, anche se si è su due ruote: il silenzio del luogo riequilibra tutto.
La strada prosegue ai piedi di Morrovalle. Il borgo resta in alto, ben visibile, come un riferimento costante. Chi vuole può deviare e salire al paese, visitando anche la chiesa dei Padri Passionisti; chi preferisce restare nel fondovalle continua tra vigne e campi, seguendo un tracciato fluido e rilassante.
Arrivare all’Abbazia di San Claudio al Chienti in Vespa o in moto è uno di quei momenti che restano impressi. Le torri gemelle compaiono all’orizzonte e accompagnano l’ultimo tratto come una meta annunciata. La strada invita a rallentare, quasi per rispetto. Anche qui la sosta è parte integrante dell’esperienza.
Il percorso continua verso Petriolo, attraversando una campagna aperta e luminosa. Le strade secondarie sono ideali per una guida distesa, senza stress. Il borgo può diventare una breve pausa o restare sullo sfondo, lasciando spazio alla continuità del viaggio.
Poi arriva uno dei passaggi più suggestivi: l’ingresso nella Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra. Il verde si infittisce, l’aria cambia, la guida diventa più morbida. Qui Vespa e moto trovano una dimensione perfetta: si procede lentamente, ci si ferma spesso, si vive il luogo. Al centro, l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra impone una sosta lunga, fatta di silenzi, passeggiate, tempo che si dilata.
Ripartire è facile, ma non affrettato. L’ultimo tratto conduce verso Tolentino tra colline dolci e campi coltivati. Il Castello della Rancia appare improvviso, forte e scenografico, segnando simbolicamente l’avvicinarsi alla meta.
L’arrivo a Tolentino è ordinato, mai caotico. Si entra in città con gradualità, fino alla Basilica di San Nicola. Parcheggiare, togliersi il casco ed entrare nel Cappellone chiude il viaggio nel modo più coerente: dopo chilometri di strada e paesaggio, si rientra nella dimensione più profonda del percorso.
La Via delle Abbazie in Vespa o in moto non è un itinerario da percorrere in fretta.â€¨È una strada da vivere, curva dopo curva, sosta dopo sosta.
Un viaggio che unisce il piacere della guida alla scoperta di un territorio che si lascia attraversare con rispetto, leggerezza e tempo.
 

Le abbazie e i tesori sacri lungo il percorso

I comuni

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Morrovalle

Morrovalle, che dal 2010 ha superato la soglia dei 10.000 abitanti acquisendo così il titolo di città, sorge su una delle tante colline che circondano...

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Petriolo

Tra le colline maceratesi spicca il castello di Petriolo, borgo di origine medievale che conserva intatto il suo fascino antico e custodisce preziosi tesori.

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Tolentino

Tolentino sorge sul luogo dell’antico nucleo romano e si presenta oggi come una rigogliosa cittadina  ricca di storia e cultura

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Progetto finanziato nell'ambito del bando????

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COMUNE CAPOFILA PETRIOLO

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